Nel D.d.L. 733 recentemente discusso in Senato è stato approvato un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (dell’UDC che ufficialmente è all’opposizione) identificato dall’articolo 50-bis: “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”.
In in base a questo emendamento “il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.”
Quindi se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog (o un profilo su fb, o altro sulla rete) a DISOBBEDIRE o a ISTIGARE AZIONI DI DISOBBEDIENZA (cioè.. CRITICARE..??!) contro una legge che ritiene ingiusta, sarà possibile oscurare la visibilità di quel SITO o quel PROFILO in Italia anche se il server è all’ESTERO.
L’Italia prende a modello la Cina, la Birmania e l’Iran e con questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni che finora non riusciva a dominare, con leggi di repressione.
Dobbiamo fermarli, unisciti a noi, se vuoi che paghino per i crimini che hanno commesso e stanno ancora commettendo partecipa alla LiberAzione tecnico popolare del gruppo Libra
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